14 Set

Giralog, l’idroelettrico che recupera energia dalle tubature

giralog

Nelle nostre tubature ogni giorno circola un’energia che nessuno utilizza: Giralog è una macchina cinetica radiale innovativa nata con questo scopo. Un sistema pico idroelettrico economico e facile da installare.

Giralog è una macchina ideata da Next Energy, la società fondata dall’ingegner Eros Bridi, che può consentire di sfruttare un potenziale energetico enorme senza costruire impianti di grandi dimensioni. L’obiettivo, infatti, è sfruttare l’acqua che transita all’interno delle piccole condotte nelle utenze residenziali.

“Per garantire l’utilizzo alle corrette pressioni da parte delle utenze collegate a una rete idraulica solitamente si installano dei riduttori di pressione” si legge sul sito di Next Energy. “Se vengono ciclicamente ripristinate le condizioni necessarie affinché si produca un moto, si sviluppa un momento torcente che attiva un generatore a magneti permanenti. Il fluido vettore aziona le parti giranti per il tramite di un convogliatore di flusso montato in testa all’apparecchio formando un vortice che genera una coppia. La torsione innesta il generatore”.

Esistono tre tipologie di impianti: le macchine da 2 pollici per uso residenziale, quelle da 4 pollici per uso industriale e quelle da 8 pollici per i consorzi irrigui. I costi di investimento sono piuttosto bassi e l’impatto ambientale è sostanzialmente inesistente visto che questa tecnologia viene alloggiata in opere preesistenti quali vasche di accumulo, decantazione, pozzetti di ispezione, ripartizione e distribuzione. “Con una pressione di 5 bar possiamo produrre il 36% del fabbisogno energetico giornaliero di una famiglia media” scrive Next Energy “con 6 bar il 48%, con 9 il 72%”.

Mediamente questi impianti hanno un ritorno dell’investimento che si aggira sui 6 anni, sono facili da installare e permettono di aggirare le barriere burocratiche, poiché si tratta di piccolissimi impianti (meno di 20 kW). E infine hanno un impatto non significativo sulla pressione dei tubi, che viene ridotta solamente di 1 bar. Oltre a produrre direttamente energia elettrica, secondo Next Energy, questi impianti possono essere utilizzati per operazioni di repowering (potenziamento degli impianti di sollevamento liquidi), per alimentare direttamente le batterie delle auto elettriche o per il riscaldamento di acqua calda sanitaria.

(Emiliano Angelelli – Nextville.it)