11 Ott

Nel mondo il fotovoltaico del 2016 sarà da record

Come sarà il fotovoltaico del 2016 nel mondo? Tutto ruota, come sempre, intorno alle dinamiche dei prezzi. Se da un lato l’aumento dei prezzi favorisce le marginalità degli operatori e sostiene l’intero settore, dall’altro lato, dal punto di vista degli utilizzatori finali, prezzi troppo alti rendono la tecnologia fotovoltaica meno competitiva rispetto ad altre fonti di produzione energetica.

cella-fotovoltaica-Silicio

Viceversa, la riduzione dei prezzi favorisce gli utenti finali del fotovoltaico, rende la tecnologia più accessibile ad una fetta maggiore di mercato, ma riduce marginalità e guadagno degli operatori della filiera. Nonostante tutto, prezzi stabili favoriscono nel tempo una florida domanda e sono rappresentativi, tutto sommato, di un mercato stabile e solido.

La fine di quest’anno ed il 2016 segneranno la ripresa del fotovoltaico globale. Nonostante il fotovoltaico in Italia ha subito un temporaneo rallentamento, nel resto del mondo l’industria del solare continua a crescere e, nonostante abbia subìto, anche lì, un temporaneo rallentamento per l’overcapacity del mercato dei moduli, dopo un periodo di riduzione dei prezzi, quest’anno torna a crescere e nel 2016 farà numeri da record.

Questo è quanto emerge da uno studio di IHS Inc., istituto di ricerca internazionale, secondo cui viene previsto un periodo di forte crescita del mercato dovuto ad una nuova ondata di aumento della domanda nei mercati emergenti (Cina, India, Brasile, ecc…) grazie ad un contesto di prezzi di moduli e celle fotovoltaiche relativamente stabile. La produzione di pannelli fotovoltaici nel 2016 a livello globale  supererà del 10 per cento quella del 2015.

Grazie alla stabilizzazione dei prezzi ed all’aumento delle esportazioni di moduli viene stimato per il 2016 un giro d’affari di circa 42 miliardi di dollari superando del 4% i valori del 2010. Non solo: il quarto trimestre di quest’anno si chiuderà molto probabilmente con un quantitativo di esportazioni di moduli superiore del 29 per cento rispetto allo steso periodo dell’anno precedente, raggiungendo quasi i 19 GW di potenza totale.

Secondo gli analisti di IHS Inc. rispetto agli anni precedenti i prezzi si manterranno relativamente stabili e “robusti” (ed è un bene per il mercato) grazie soprattutto alla forte crescita della domanda di moduli e ad un’offerta relativamente limitata. In effetti viene previsto un trend di diminuzione dei prezzi molto più rallentato rispetto agli anni passati.

FOTOVOLTAICO NORD ITALIA

Alessandro F.

01 Ott

Impianti di riscaldamento con pannelli ad infrarossi

I sistemi di riscaldamento ad infrarossi sono poco conosciuti in Italia e non considerati dalle normative di risparmio energetico del nostro paese (D.Lgs 192/05 – 311/06 e s.m.i. per ultima DM-26-6-2015) e quindi dal meccanismo di incentivazione fiscale.

 

Per contro in paesi del nord Europa come Spagna, Svizzera, Austria e Germania, troviamo produttori e moltissime realizzazioni, alcune delle quali studiate e monitorate per rilevare comfort e consumi: tali misurazioni, qui riportate, dimostrano:
1) il sostanziale risparmio energetico;
2) il minore onere economico a carico dell’utente finale per l’installazione e l’utilizzo;
3) l’assenza di rischi per le persone (al contrario, sono confermati i benefici a livello fisico e psichico);
4) il risparmio di acqua potabile per l’impianto di riscaldamento.
 pannelli ad infrarossi
I sistemi con superfici radianti alimentate da fonte elettrica (infrarossi e pompe di calore) utilizzano sempre meno energia rispetto a quelli a combustione (metano, GPL, gasolio); sono inoltre esenti dai costi fissi imposti dalla legge per l’analisi fumi delle caldaie e l’analisi del rendimento energetico delle pompe di calore (DM 10 febbraio 2014 e s.m.i.).
Di fatto, gli impianti con pannelli ad infrarossi sono più simili ai sistemi a superfici radianti che non alle installazioni con caldaia e termosifoni.
Per abitazioni di classe superiore A4, A3, A3, A1, il sistema ad infrarossi risulta complessivamente migliore dei sistemi radianti a pavimento con pompa di calore aria acqua.
Infrarossi e sistemi radianti con pompa di calore aria acqua si pareggiano per classi B e C; mentre per abitazioni di classe inferiore, D, E, F e G, il sistema meno energivoro è la pompa di calore aria – acqua.
Energia spesa e costo annuale: l’energia utilizzata dal sistema di riscaldamento nella stagione invernale si traduce direttamente in spesa per l’utenza elettrica dell’abitazione e, con costo diverso, in spesa per il gas metano.
Il riscaldamento a raggi infrarossi consuma meno energia rispetto al sistema radiante alimentato da pompa di calore fino ad una abitazione con classe di isolamento B dove si ha il pareggio tra le due tecnologie.
Solamente a partire dalla classe D il sistema a pompa di calore diventa più efficace.
Francesco Veronese