24 set

Eco-rivoluzione nell’Ue, addio a caldaie e scaldabagni tradizionali

Il 26 settembre l’Europa cambia le regole e prevede grandi risparmi in bolletta con l’introduzione graduale di nuovi modelli più efficienti in termini di risparmio energetico e rispetto dell’ambiente

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BRUXELLES – Questione di giorni e caldaie e scaldabagni tradizionali dovranno cedere il passo a modelli più nuovi ed efficienti in termini di risparmio di energia e rispetto ambientale.Dal prossimo 26 settembre in Europa entrano in vigore le regole Ue che introducono nuovi standard di efficienza energetica ed etichette sui consumi per questi apparecchi, come già successo per frigoriferi e televisori. Largo quindi a caldaie a condensazione, pompe di calore, sistemi ibridi, stop graduale invece per la vendita di apparecchiature tradizionali, una volta terminato lo stock nei magazzini.

“Drastico taglio delle emissioni globali e locali, minore import di gas, risparmi importanti nelle bollette delle famiglie ed un mercato più interessante per i produttori italiani di caldaie che hanno investito in innovazione e sviluppo: era ora”, afferma Davide Sabbadin di Legambiente. “Queste nuove misure faranno risparmiare ai consumatori europei l’equivalente di 47 centrali nucleari come quella di Fukushima da qui al 2020″ aggiunge Stephane Arditi dello European Environmental Bureau, l’associazione ambientalista che riunisce 140 organizzazioni in Europa. Secondo le stime di EEB grazie alle nuove regole l’Ue eviterà di consumare ogni anno 56 milioni di tonnellate di petrolio e arriverà a creare 238mila nuovi posti di lavoro.

Per l’Unione europea questa normativa ‘eco-design’ rappresenta un tassello del piano per combattere i cambiamenti climatici.  Un’emergenza ambientale che si lega a doppio filo anche a quella dei flussi migratori, attualmente in cima all’agenda europea. A sottolinearlo è Pieter Liese, eurodeputato tedesco del Ppe, secondo cui “tagliare i consumi di energia è cruciale per ridurre le emissioni di gas serra” e “se non agiamo, i rifugiati ‘climatici’ saranno una delle nostre principali sfide in futuro”.

( Repubblica.it- Ambiente)

21 set

Omniflow: eolico e fotovoltaico non son mai andati così d’accordo

La tecnologia, sviluppata dall’omonimo progetto Omniflow, combina una mini turbina ad asse verticale con delle celle fotovoltaiche a film sottile.

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Nuovo matrimonio tecnologico per l’eolico e il fotovoltaico. A celebrarlo è Omniflow, nuovo brevetto che ha recentemente ricevuto il supporto dell’UE nell’ambito di Horizion 2020. La tecnologia, sviluppata dall’omonimo progetto, combina una mini turbina ad asse verticale con delle celle fotovoltaiche a film sottile in un design studiato appositamente per ridurre l’impatto ambientale, sfruttando al massimo entrambe le fonti. Ogni unità impiega un profilo aerodinamico sagomato e modulare (simile nell’aspetto ad un cappello a cilindro aperto in alto) che permette di catturare il vento da qualsiasi direzione e promuovere l’effetto Venturi, accelerando anche le brezze più leggere in direzione della turbina centrale contribuendo a creare un vortice ascensionale ciclonico.

Le celle fotovoltaiche sono suddivise in 3 zone ognuna dotata di micro-inverter indipendenti e con inseguitori del punto di massima potenza (MPPT o Maximum Power Point Tracking) in maniera tale da massimizzare la produzione energetica. Ogni unità ha una potenza complessiva di 360 Wp (300 per la turbina e 60 per il fotovoltaico), tale da renderla un’ottima soluzione per sistemi di illuminazione urbana. Ecco perché l’azienda propone accanto a tre modelli dedicati espressamente alla generazione elettrica anche altri due pensati appositamente per l’illuminazione (Omnilight e Smart Street Lighting) con luci intelligenti direttamente integrate nella struttura. Completa il sistema, una batteria al piombo/cristalli di silicio da 24 V.

(Rinnovabili.it)

16 set

Fotovoltaico e riscaldamento elettrico, quanto si risparmia?

Quanto possiamo risparmiare con un sistema di riscaldamento elettrico alimentato col fotovoltaico? La risposta, sembrerà banale, è che si risparmia tutta l’energia che si riesce ad autoprodurre ed autoconsumare.

Il fotovoltaico, come le altre fonti rinnovabili, produce energia pulita.

Per sfruttare al massimo le sue potenzialità il fotovoltaico, e non solo,  può essere messo al servizio del riscaldamento elettrico? L’impianto di riscaldamento che utilizza l’elettricità, anzichè il gas, ha il vantaggio di ottimizzare al meglio la produzione del fotovoltaico. Può avere, dunque, vantaggi sia dal punto di vista ambientale che dal punto di vista economico.

L’energia elettrica prodotta dal sole, quanto può farci risparmiare sui sistemi di riscaldamento? Quanto conviene mettere i pannelli fotovoltaici per riscaldare casa? Quanto conviene utilizzare termoconvettori o pompe di calore anzichè le classiche caldaie a gas?

Come accennato sopra, il concetto è sempre lo stesso: per sfruttare al massimo l’impianto fotovoltaico e per risparmiare realmente sulla bolletta bisogna sfruttare l’autoconsumo elettrico dell’energia auto-prodotta dal fotovoltaico. Come? I modi sono tanti, uno di questi è sostituire i tradizionali sistemi a gas (o addirittura a gasolio) con sistemi elettrici innovativi a risparmio energetico alimentabili, almeno in parte, con le fonti rinnovabili.

Quando si parla di sistemi di riscaldamento, o meglio: di sistemi i climatizzazione, però, non è sufficiente parlare dei singoli termosifoni, dei singoli convettori, di risparmio elettrico o risparmio energetico. Quando si parla di riscaldamento bisogna parlare “dell’intero sistema” di climatizzazione della casa: un buon approccio prevede anche l’isolamento termico dell’edificio, serramenti di qualità, scambiatori di calore per garantire il giusto ricambio d’aria e prevenire la formazione di muffe, pannelli termici, sistemi radianti che garantiscono miglior comfort a “minori temperature”, ecc…

Una piccola parentesi sui vantaggi dei sistemi radianti che, curando ottimamente la distribuzione del calore, sono nel complesso i sistemi più efficaci ed efficienti. Il vantaggio di un sistema radiante è riassumibile con questa immagine:

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Un sistema radiante può essere realizzato a pavimento, ma anche “a parete”, ed il suo principio può essere applicato anche al riscaldamento elettrico alimentato con le fonti rinnovabili.

 

Fotovoltaico nord Italia

Alessandro F.

14 set

Giralog, l’idroelettrico che recupera energia dalle tubature

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Nelle nostre tubature ogni giorno circola un’energia che nessuno utilizza: Giralog è una macchina cinetica radiale innovativa nata con questo scopo. Un sistema pico idroelettrico economico e facile da installare.

Giralog è una macchina ideata da Next Energy, la società fondata dall’ingegner Eros Bridi, che può consentire di sfruttare un potenziale energetico enorme senza costruire impianti di grandi dimensioni. L’obiettivo, infatti, è sfruttare l’acqua che transita all’interno delle piccole condotte nelle utenze residenziali.

“Per garantire l’utilizzo alle corrette pressioni da parte delle utenze collegate a una rete idraulica solitamente si installano dei riduttori di pressione” si legge sul sito di Next Energy. “Se vengono ciclicamente ripristinate le condizioni necessarie affinché si produca un moto, si sviluppa un momento torcente che attiva un generatore a magneti permanenti. Il fluido vettore aziona le parti giranti per il tramite di un convogliatore di flusso montato in testa all’apparecchio formando un vortice che genera una coppia. La torsione innesta il generatore”.

Esistono tre tipologie di impianti: le macchine da 2 pollici per uso residenziale, quelle da 4 pollici per uso industriale e quelle da 8 pollici per i consorzi irrigui. I costi di investimento sono piuttosto bassi e l’impatto ambientale è sostanzialmente inesistente visto che questa tecnologia viene alloggiata in opere preesistenti quali vasche di accumulo, decantazione, pozzetti di ispezione, ripartizione e distribuzione. “Con una pressione di 5 bar possiamo produrre il 36% del fabbisogno energetico giornaliero di una famiglia media” scrive Next Energy “con 6 bar il 48%, con 9 il 72%”.

Mediamente questi impianti hanno un ritorno dell’investimento che si aggira sui 6 anni, sono facili da installare e permettono di aggirare le barriere burocratiche, poiché si tratta di piccolissimi impianti (meno di 20 kW). E infine hanno un impatto non significativo sulla pressione dei tubi, che viene ridotta solamente di 1 bar. Oltre a produrre direttamente energia elettrica, secondo Next Energy, questi impianti possono essere utilizzati per operazioni di repowering (potenziamento degli impianti di sollevamento liquidi), per alimentare direttamente le batterie delle auto elettriche o per il riscaldamento di acqua calda sanitaria.

(Emiliano Angelelli – Nextville.it)

11 set

Quando Comuni e fotovoltaico si aiutano a vicenda

Il Comune di Verona ha installato sul tetto dei propri edifici oltre 6 MW di fotovoltaico. Ad Arenzano (GE) per regolamento edilizio comunale si richiede una produzione minima di 1.500 kWh da FV per unità immobiliare, doppia se c’è il condizionatore. Esempi di municipalità che hanno puntato sul solare dal rapporto Comuni Rinnovabili di Legambiente.

 

Il fotovoltaico può fare molto per i Comuni italiani, aiutandoli a tagliare le bollette e a migliorare i bilanci. E gli enti locali possono fare molto per la transizione verso l’energia pulita, dato che mettere il solare sul tetto di scuole, palazzetti dello sport e altri edifici pubblici ha anche un forte valore educativo e che i Comuni hanno un potente strumento di promozione nei regolamenti edilizi comunali. Le municipalità italiane che se ne sono accorte sono molte, come si scopre consultando il capitolo dedicato nell’ultimo rapporto Comuni Rinnovabili di Legambiente.

Sono infatti 868 – si legge – i Comuni che hanno installato pannelli solari fotovoltaici sui tetti delle proprie strutture edilizie, per ridurre i costi energetici di edifici pubblici come scuole, sedi amministrative, biblioteche, ecc. A inizio 2015 erano già 12 i Comuni in più rispetto allo scorso anno, per una potenza complessiva installata di 96,1 MW.

I Comuni con più fotovoltaico sui propri edifici

Tra le amministrazioni locali con la maggior potenza installata su strutture comuni troviamo il Comune di Verona con 6,1 MW di potenza installata distribuita tra i tetti di scuole e piscine comunali, rispettivamente per 991,78 e 209,48 kW. Un altro impianto solare fotovoltaico da 999,08 kW è installato sulla copertura dello Stadio Bentegodi, oltre ad un impianto da 3,7 MW installato sulle coperture degli undici capannoni del Consorzio Zai, costituito dal Comune di Verona, Provincia di Verona e dalla Camera di Commercio. Questo impianto tra i più grandi su tetti pubblici, è costituito da oltre 48mila moduli che ricoprono 37.300 metri quadrati di tetto, su una superficie di 71.440. L’energia prodotta ricopre il fabbisogno di 1.240 famiglie e corrisponde a una riduzione di anidride carbonica immessa in atmosfera di 1.850 tonnellate.

Al secondo posto troviamo invece il Comune di Cisano Bergamasco (BG) con 2,9 MW, seguito in terza posizione dal Comune di Bologna con 1,9 MW distribuiti su 27 impianti FV, di cui 21 per una potenza di 1,3 MW realizzati nel corso del 2012 sulle coperture delle scuole comunali. Tutti gli interventi sono inoltre mappati su una carta statica scaricabile dal sito del Comune.

I regolamenti edilizi

Una spinta alla diffusione del fotovoltaico (e del solare termico) è fondamentale che venga dall’integrazione in edilizia. Sono 979 i Comuni che hanno introdotto all’interno dei Regolamenti Edilizi Comunali l’obbligo di installazione di pannelli solari fotovoltaici. I parametri nazionali per la parte elettrica dei fabbisogni degli edifici prevedono l’installazione di fonti rinnovabili proporzionalmente alla grandezza dell’edificio.

In Emilia Romagna anche in questo caso si sono anticipati i requisiti nazionali del Dlgs. 28/2011 con prescrizioni ancora più ambiziose che sommano all’obbligo di 1 kWp per unità degli ulteriori requisiti minimi da raggiungere in termini di potenza installata rispetto alla superficie dell’abitazione.

Comuni esigenti

Sono molti i Comuni che mostrano di voler spingere la diffusione del fotovoltaico anche grazie al Regolamento Edilizio. Ad esempio in 6 Comuni si richiede l’installazione di solare fotovoltaico per più di 1 kWp: Collesalvetti (LI) e Dairago (MI) 1,2 kW, a Zogno (BG) e Sulbiate (MB) 1,5 kW e a Lanuvio (RM) 2 kW. Ad Offida (AP) la richiesta sale a 3 kWp per unità abitativa. Ad Arenzano (GE) viene richiesta una produzione annua minima di 1.500 kWh per unità immobiliare, raddoppiata se l’immobile è dotato di impianto per il condizionamento estivo.

Finestre fotovoltaiche obbligatorie

Infine dal punto di vista dell’innovazione è interessante quanto accade nei Comuni di Cesnate con Bernate (CO), Ordona (FG) e Montemurro (PZ) dove viene promosso l’utilizzo di celle fotovoltaiche per l’oscuramento delle vetrate nelle nuove costruzioni e nelle ristrutturazioni.

Un limite ai vincoli storico paesaggistici

Va segnalato infine come nel Comune di Bagno a Ripoli (FI) dall’ottobre 2014 è stata rimossa la limitazione per la realizzazione di impianti solari termici e/o fotovoltaici sulle coperture degli edifici di particolare valore e di valore storico paesaggistico e storico culturale. La delibera nasce con l’obiettivo di aumentare le superfici utili per i pannelli fotovoltaici e offrire nuove possibilità per realizzare installazioni di sistemi di produzione di energia sostenibile fatte salve le prescrizioni discendenti da eventuali vincoli ambientali, legati al rispetto energetico, e dal Piano di indirizzo territoriale (Pit) con valenza di piano paesaggistico, attualmente in regime di salvaguardia.

11 set

Riscaldare senza gas? Fotovoltaico più pompa di calore è la soluzione

E’ possibile riscaldare acqua e ambienti di casa senza il gas? Sì, utilizzando la corrente elettrica.
E’ possibile farlo risparmiando anche elettricità? Sì, attraverso un sistema unico che utilizza i benefici del fotovoltaico, della pompa di calore e di un sistema ditermoregolazione domestica.
Non è finita qui: lo stesso sistema è funzionale non solo per il riscaldamento domestico invernale, ma anche per il raffrescamento estivo degli edifici e per l’acqua calda sanitaria. Il sistema, inoltre, può essere messo al servizio non solo di una singola casa, ma di più appartamenti di un condominio o di un’azienda.

Un’interessante soluzione, degna di una recensione, è il “System all in one” presentato da VMEC. Un sistema che utilizza un impianto fotovoltaico per far funzionare una pompa di calore, che è un apparecchio a risparmio energetico, per produrre aria/acqua calda in inverno e aria condizionata in estate.

Ecco cosa è e quali sono i suoi vantaggi.

System all in one è il sistema modulabile e personalizzabile per l’efficienza ed il risparmio energetico che sfrutta il fotovoltaico al servizio di una pompa di calore aria/aria (o aria/acqua) utile per ogni stagione e per ogni clima. Un edificio realizzato con standard moderni deve avere un sistema di riscaldamento e raffrescamento efficiente garantendo un alto livello comfort per gli abitanti: per questo il sistema è dotato anche di un sistema di termoregolazione di singole parti dell’edificio. Il meccanismo di controllo della temperatura a zone è un elemento fondamentale che permette di ottenere risparmi energetici fino al 30%: suddividendo l’edificio in zone controllate separatamente è possibile gestire la temperatura e l’umidità di comfort secondo modalità prestabilite e cioè solo quando questo è necessario ottimizzando così i consumi dell’intero sistema.

sistema a pompa di calore con fotovoltaico

La centrale termica oltre ad essere controllata punto-punto per mezzo di sonde, può essere configurata anche con l’inserimento dell’impianto solare termico e cambiare con impianti addizionali di calore integrati (e ‘in simbiosi’) con gli impianti termici pre-esistenti.

Ovviamente il sistema è dimensionabile e configurabile per ogni esigenza, ma ciò che qui a noi interessa è la sua capacità di sfruttare in maniera ottimale l’energia elettrica pulita prodotta dall’impianto fotovoltaico e produrre calore senza l’utilizzo di gas metano, gasolio o diesel.

Una pompa di calore, infatti, non ha bisogno di elevati quantitativi di energia elettrica per funzionare. Il suo meccanismo di funzionamento, infatti, prevede l’utilizzo dell’energia presente ‘spontaneamente’ nell’aria e nell’acqua e nella sua trasformazione attraverso un compressore elettrico che assorbe meno energia di una resistenza elettrica.

Ciò che a noi interessa, in questa sede, sono i vantaggi di risparmio per l’utente finale: con la termoregolazione la temperatura degli ambienti viene differenziata stanza per stanza (o zona per zona) e questo garantisce il maggior risparmio riscaldando (o raffrescando) solo quanto, quando e dovenecessario. In questo modo si evitano gli sprechi energetici e gli sprechi economici. Un unico sistema, inoltre, permette di avere sott’occhio in qualsiasi momento la situazione complessiva dei consumi intervenendo dove necessario. Il sistema di controllo centralizzato non riguarda solo la temperatura delle stanze, ma anche: luci, sistemi di ventilazione (o irrigazione), apertura chiusura porte  e finestre, tapparelle, antifurti, regolazione tende, ecc…

Il risparmio energetico ed economico passera sempre più non dall’utilizzo di un singolo impianto o prodotto, ma da un sistema. Unsistema è in grado di unire, infatti, i benefici di diverse tecnologie e soluzioni energetiche: dal fotovoltaico, al solare termico, alla termoregolazione, al risparmio energetico, all’efficienza, alla domotica.

Fotovoltaico nord italia

Alessandro F.

 

fotovoltaico piu pompa di calore